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Erminio Spalla: il primo vero campione del pugilato italiano

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Scritto da Leonardo Pisani
mercoledì, 24 dicembre 2014


   ERMINIO SPALLA: ATTORE, PITTORE, SCULTORE, CANTANTE, EROE DI GUERRA E GRANDISSIMO PUGILE


                               
Sicuramente lo avete visto nella parte del barbone che improvvisava un combattimento di boxe a pugni nudi in Miracolo a Milano regia di Vittorio De Sica (1951) oppure in Poveri ma belli è un film del 1957 diretto da Dino Risi ed in tanti altri come Il mattatore sempre di Risi (1960) o nello storico Fabiola, regia di Alessandro Blasetti (1949). Spalla ha anche impersonato un personaggio lucano  in  Il Conte di Matera, un film di Luigi Capuano girato a Cinecittà, fra gli  gli attori la compianta Virna Lisi e Giacomo Rossi Stuart. Ricostruzione leggendaria della vita di Gian Carlo Tramontano, Conte di Matera fino al 1514, anno in cui venne ucciso dal popolo e prende spunto da episodi realmente accaduti a Matera nel XVI secolo, la storia però è romanzata ed ha ben poca veridicità storica.
 

Di certo Erminio Spalla fu un personaggio poliedrico, iniziò come giovane studente  di belle arti nella scuola di Brera dove fu allievo del Maestro Galli. Poi un giorno al “cinematografo” vide il filmato dell’incontro del secolo dove  il nero Jack Johnson, primo nero a vincere il titolo mondiale dei massimi mise ko al 15 round “La Speranza Bianca cioè l’ex detentore Jim Jeffries, a Reno nel Nevada il  4 luglio 1910, a bordo ring come inviato speciale anche Jack London.

 

                                            

Così il giovane Erminio decise di diventare un pugile, e anche bravo tanto da essere il primo italiano da vincere un titolo europeo, quello dei massimi Il 20 maggio 1923, all'Arena di Milano, sconfiggendo  ai punti in 20 riprese il belga Piet van der Veer. Ed il primo peso massimo italiano ad avere rilievo internazionale, infatti, Nat Fleischer, fondatore della rivista "The Ring" e del "Ring Record Book and Boxing Encyclopedia", (il più importante giornalista di boxe del secolo scorso) lo classifico nei primi dieci nel 1924.
                                           

Uomo coraggioso e pugile indomito affrontò a New York nel 1924 anche il futuro campione dei massimi Gene Tunney, perdendo per kot alla 7 ripresa – in una intervista si è sempre rammaricato della sconfitta  secondo lui avvenuta per un errore arbitrale essendo il match interrotto senza motivo, e sosteneva, che se avesse vinto avrebbe affrontato per il mondiale Jack Dempsey, ma Tunney era un fuoriclasse, ed Erminio purtroppo non lo era; Impegnò per ben due volte il micidiale picchiatore argentino Louis Firpo. Giramondo ha combattuto in Francia, Usa, Argentina, Germania, Gran Bretagna chiudendo la carriera in Brasile nel 1934 a 37 anni, li scoprì la vocazione per il canto lirico.
                        

Appesi i guantoni al chiodo, Spalla riprese a coltivare il suo amore per le arti, diventando scultore, pittore, cantante lirico, suonatore di flauto, attore e scrittore. Un bel personaggio, sul quale da tempo volevo scrivere ma ho trovato in rete un bel articolo scritto da un sito http://fuoridallecorde.blogspot.it/ dove si denuncia che questo versatile uomo è stato dimenticato persino nel suo paese di nascita. E’ ben scritto quindi ho preferito condividerlo, non potendo di certo scriverlo meglio.

 

La nostra provincia ha il merito di aver dato i natali a personaggi poliedrici; figure «speciali», uniche e ricche di personalità. Dal dinamismo esistenziale e con un’identità ben marcata. Uno di questi è certamente Erminio Spalla, pugile di fama mondiale prima, poi cantante lirico, attore e perfino scultore e pittore. Per non parlare delle sue gesta nella prima guerra mondiale e combatte anche nella II guerra mondiale come paracadutista della divisione Nembo.
 

Mantenne sempre ottimi e cordiali rapporti con il mondo della boxe, infatti fu lui ad accogliere il campionissimo Gene Tunney il 3 ottobre 1928 quando  arrivò a Napoli con la futura moglie  Mary "Polly" Lauder con il transatlantico Saturnia. Si sposarono a Roma poco dopo e Tunney lasciò il ring come gli aveva promesso.  Questo video dell’ottobre 1928 dell’Istituto Luce mostra l’arrivo del campione dei pesi massimi 


                   

Ecco l’articolo:” Spalla nacque a Borgo San Martino il 7 luglio 1897; in questo paesino tra Casale Monferrato e Valenza venne cresciuto da papà Luigi e dalla mamma, Ernesta. Il fratello si chiamava Giuseppe ed era di tre anni più grande rispetto ad Erminio. Luigi confezionava ortaggi che lui stesso coltivava nella campagna tra Borgo e Occimiano, ma era anche un bravo commerciante di vini. Quando Erminio e Giuseppe erano adolescenti i genitori decisero di trasferirsi a Milano per dare maggiori opportunità ai figli. Erminio iniziò a lavorare nel laboratorio di un famoso scultore milanese e imparò un’arte che nei decenni successivi seppe far rifiorire con maestria. Però la vera passione era il pugilato: entrò a far parte di una palestra meneghina e qui imparò i primi rudimenti della boxe. Nel 1915 questa passione fu «sospesa» a causa della grande guerra. Solo sospesa, però, perchè alla fine del conflitto fu inserito come sergente nel gruppo di ginnastica del Comando Supremo Militare Italiano e nel 1919 partecipò alle olimpiadi militari di Francia, vincendo l’oro.
Questo fu il primo passo di una lunga e brillante carriera di pugile.Spalla torna in Italia e nel 1920 diventa campione tricolore mettendo KO Eugenio Pilotta. Il successo con il titolo nazionale lo porta ad importanti incontri sui ring di Berlino, Londra e New York. Nel 1923, all’Arena di Milano, Erminio Spalla diventa il primo pugile italiano a conquistare il titolo europeo dei pesi massimi, vincendo ai punti contro l’olandese Piet Van der Veer.Spalla era un pugile generoso, con un carattere buono e forte al tempo stesso: caratteristiche che lo portavano a reagire con grinta ed orgoglio di fronte ai colpi micidiali degli avversari, trovando la vittoria per KO in sfide che sembravano irrimediabilmente compromesse..

 

Caratteristiche, però, che ne minarono il fisico, così nel 1926 perse il titolo europeo a Barcellona sotto i colpi dello spagnolo Paulino Uzcudum, che più avanti diventerà avversario di Primo Carnera. Nel 1927 Spalla esce dalla scena della boxe: un ventennio più tardi venne definito il primo vero campione del pugilato italiano. Primo Carnera, di nove anni più giovane, arrivò dopo, debuttando nel 1928. Da più parti si riconosce che Erminio Spalla fu il pugile che rappresentò lo spartiacque tra un pugilato rude e pericoloso, a tratti spaventoso, e uno spettacolo sportivo caratterizzato da regole e disciplina. Spalla parte con la famiglia per il Brasile: a San Paolo apre una palestra e fonda una rivista sportiva. Poi si trasferisce a Rio de Janeiro, dove conosce il suo nuovo amore: il canto. Pensava d’essere baritono, invece si scopre basso. Si butta a capofitto in questa sua passione, va a a scuola di canto ed è scritturato per un’emittente radiofonica di Rio e una di Petropolis.

                                

Si aggrega pure ad una compagnia teatrale, dove si affaccia all’arte della recitazione.Ma vuole tornare a Milano, per affinare nella città che lo ha adottato adolescente le proprie doti. Così nell’agosto del 1937 torna nel capoluogo meneghino dove riscopre l’arte della scultura e della pittura. Poi legge, Erminio Spalla divora libri.Nel 1939 arriva l’appuntamento con l’ennesima arte seguita dall’ex pugile di Borgo San Martino: debutta al cinema come attore nel film di Mario Bonnard «Io, suo padre». Nello stesso anno appare ne «il socio invisibile» di Roberto Roberti. L’ultimo lavoro in cui Spalla recita sarà un film del 1963: «Taur, il re della forza bruta» di Antonio Leonviola. In mezzo, Erminio Spalla appare in ben cinquanta film, tra cui «Capitan tempesta», «Il leone di Damasco», «Il ratto delle Sabine», «Poveri ma belli» e ne «Il Mattatore», entrambi di Dino Risi. Nel 1951 lo troviamo diretto da Vittorio De Sica in «Miracolo a Milano», dove recita la parte del barbone di periferia.Nel frattempo per Spalla arriva anche la TV: lavora in televisione nel 1969 ne «i fratelli Karamazov», sceneggiato che, con 15 milioni di telespettatori a puntata, raggiunge un vero e proprio record di ascolti. Erminio Spalla, come se non bastasse, trova pure il tempo per scrivere alcuni libri.E’ la sera del 13 agosto 1971 e un’emiparesi vince sul suo fisico duro e arcigno: a mezzogiorno del 14 agosto il cuore di Spalla si ferma per sempre. Di lui rimane il ricordo di un personaggio a tuttotondo: l’ultima immagine risale ad una trasmissione Rai in bianco e nero dove veniva intervistato e parlava della sua vita.

 


    FILMOGRAFIA 

·                    Io, suo padre, regia di Mario Bonnard (1939)

·                    Il socio invisibile, regia di Roberto Roberti (1939)

·                    Il ponte dei sospiri, regia di Mario Bonnard (1940)

·                    Il signore della taverna, regia di Amleto Palermi (1940)

·                    La compagnia della teppa, regia di Corrado D'Errico (1941)

·                    Il bravo di Venezia, regia di Carlo Campogalliani (1941)

·                    Capitan Tempesta, regia di Corrado D'Errico (1942)

·                    Arriviamo noi!, regia di Amleto Palermi (1942)

·                    Il leone di Damasco, regia di Corrado D'Errico (1942)

·                    I due Foscari, regia di Enrico Fulchignoni (1942)

·                    Giarabub, regia di Goffredo Alessandrini (1942)

·                    Il fanciullo del West, regia di Giorgio Ferroni (1942)

·                    I cavalieri del deserto, regia di Gino Talamo e Osvaldo Valenti (1942)

·                    Il campione, regia di Carlo Borghesio (1943)

·                    Harlem, regia di Carmine Gallone (1943)

·                    Senza famiglia, regia di Giorgio Ferroni (1944)

·                    Ritorno al nido, regia di Giorgio Ferroni (1944)

·                    Ogni giorno è domenica, regia di Mario Baffico (1944)

·                    Il ratto delle Sabine, regia di Mario Bonnard (1945)

·                    Il tiranno di Padova, regia di Max Neufeld (1946)

·                    La gondola del diavolo, regia di Carlo Campogalliani (1946)

·                    Sangue a Ca' Foscari, regia di Max Calandri (1947)

·                    La fumeria d'oppio, regia di Raffaello Matarazzo (1947)

·                    Le avventure di Pinocchio, regia di Giannetto Guardone (1947)

·                    Il fiacre n. 13, regia di Mario Mattoli (1948)

·                    Fabiola, regia di Alessandro Blasetti (1949)

·                    I pirati di Capri, regia di Giuseppe Maria Scotese (1949)

·                    Rondini in volo, regia di Luigi Capuano (1949)

·                    Santo disonore, regia di Guido Brignone (1950)

·                    La bellezza del diavolo, regia di René Clair (1950)

·                    Le sei mogli di Barbablù, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)

·                    Miracolo a Milano, regia di Vittorio De Sica (1951)

·                    Cheri Bibi - il forzato della Guaiana, regia di Marcello Pagliero (1955)

·                    Vendicata, regia di Giuseppe Vari (1955)

·                    Torna piccina mia!, regia di Carlo Campogalliani (1955)

·                    Io piaccio, regia di Giorgio Bianchi (1955)

·                    Il mantello rosso, regia di Giuseppe Maria Scotese (1955)

·                    Addio sogni di gloria, regia di Giuseppe Vari (1955)

·                    Mogli e buoi..., regia di Leonardo De Mitri (1956)

·                    Poveri ma belli, regia di Dino Risi (1957)

·                    Il conte di Matera, regia di Luigi Capuano (1957)

·                    Ascoltami, regia di Carlo Campogalliani (1957)

·                    Solo Dio mi fermerà, regia di Renato Polselli (1957)

·                    Ballerina e Buon Dio, regia di Antonio Leonviola (1958)

·                    La Maja desnuda, regia di Henry Koster (1958)

·                    Un uomo facile, regia di Paolo Heusch (1959)

·                    La scimitarra del Saraceno, regia di Piero Pierotti (1959)

·                    Agosto, donne mie non vi conosco, regia di Guido Malatesta (1959)

·                    Il mattatore, regia di Dino Risi (1960)

·                    Teseo contro il minotauro, regia di Silvio Amadio (1960)

·                    La vendetta della maschera di ferro, regia di Henri Decoin e Francesco De Feo (1961)

·                    L'ira di Achille, regia di Marino Girolami (1962)

·                    Taur, il re della forza bruta, regia di Antonio Leonviola (1963)
   
 
Tratto da: leonardopisani.blogspot.it

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