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Accadde 30 anni fa: Evander Holyfield vs Dwight Qawi, il primo mondiale vinto dal Real Deal

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Scritto da Mario Salomone
martedì, 12 luglio 2016

Il 12 luglio del 1986, vale a dire esattamente 30 anni fa, un giovane Evander Holyfield, all'epoca non ancora ventiquattrenne, salì sul ring per cercare di conquistare il suo primo titolo mondiale da professionista. A difendere lo scettro c'era Dwight Muhammad Qawi, alla nascita Dwight Braxton, che aveva cambiato il proprio nome nel 1982 in seguito alla sua conversione all'islam.

 

Quando Holyfield passò professionista nel 1984 lo fece con le idee ben chiare su quelle che erano le sue ambizioni. "The Real Deal" era rimasto profondamente scottato dalla discussa squalifica che gli fu comminata nel corso della semifinale alle Olimpiadi di Los Angeles quando un suo gancio scagliato un attimo dopo il break dell'arbitro mise fuori combattimento un fin lì dominato Kevin Barry determinando la fine della sua corsa all'oro. Evander portò a casa soltanto il bronzo ma decise che si sarebbe ripreso la gloria che gli spettava tra i professionisti. Il suo percorso di avvicinamento al titolo mondiale fu piuttosto breve: appena undici match disputati, nessuno dei quali titolato, e soltanto due avversari discreti fronteggiati, Anthony Davis e Chisanda Mutti, entrambi spazzati via con facilità. Sfidare così presto e con così poca esperienza l'ostico Qawi rischiava di essere una mossa azzardata ma Holyfield non volle sentire ragioni: la sua scalata verso la grandezza era cominciata e non avrebbe permesso che subisse ritardi di sorta.

 

Dwight Qawi a differenza del rivale non soltanto non aveva conseguito particolari successi da dilettante, ma addirittura il dilettantismo lo aveva saltato a pié pari passando professionista a 25 anni dopo averne trascorsi circa cinque in prigione per rapina a mano armata. Dopo un inizio poco incoraggiante con un pareggio e una sconfitta nei primi tre incontri disputati, Qawi prese confidenza con la nobile arte ed iniziò a vincere ininterrottamente, spesso e volentieri per KO. La sua perentoria affermazione prima del limite con l'ex campione del mondo Mike Rossman lo proiettò poi verso i piani alti delle classifiche dandogli la possibilità di battersi contro l'allora dominatore incontrastato della categoria dei mediomassimi, il fortissimo Matthew Saad Muhammad. Qawi, notevolmente sfavorito nei pronostici, disputò un match straordinario dominando il rivale e segnandone il declino. Quando un anno e mezzo dopo Michael Spinks riuscì a beffarlo ai punti con un match intelligente e accorto in un incontro di riunificazione, Qawi non si diede per vinto. Liquidò la sconfitta affermando che Spinks era scappato per il ring come una gallina e passò tra i cruiser dove nonostante la sua bassa statura di appena un metro e settanta centimetri seppe ancora farsi valere conquistando la cintura WBA contro Piet Crous e difendendola dall'assalto di Leon Spinks, fratello di Michael ed ex avversario di Muhammad Ali.

 

IL MATCH

 

Il match tra Holyfield e Qawi andò in scena ad Atlanta, ed è considerato oggi da molti opinionisti un incontro che vide contrapposti due tra i più forti pesi cruiser di tutti i tempi, oltre ad essere stato probabilmente il match tra pesi cruiser più spettacolare di tutti i tempi. Da una parte c'era l'esperienza di Qawi, pugile abituato a esercitare un pressing feroce dal primo all'ultimo istante del combattimento, dall'altra la classe cristallina di un Holyfield che però non aveva mai boxato per più di otto round consecutivi da professionista e che improvvisamente avrebbe dovuto sostenerne fino a quindici.

 

Holyfield partì a spron battuto fronteggiando il rivale senza timori reverenziali e aggiudicandosi le prime due riprese grazie alle sue splendide e velocissime combinazioni a due mani. Qawi tuttavia non aveva di certo l'ihntenzione di fare da spettatore e a partire dalla terza ripresa iniziò a dare fuoco alle polveri con un forsennato lavoro al corpo (comprendente diversi colpi bassi) e improvvisi ganci alti caricati con tutto il peso del corpo.

 

Per alcuni round si ebbe la sensazione che Holyfield stesse rischiando la clamorosa debacle poiché l'ex medaglia di bornzo olimpionica appariva già stanco restando troppo a lungo fermo nel corpo a corpo e andando spesso a vuoto grazie alle schivate millimetriche del campione, abile nel muovere il busto quel tanto che basta per disinnescare i tentativi del più talentuoso rivale. Mai sensazione fu più sbagliata: intelligentemente redarguito dallo storico maestro Lou Duva, The Real Deal riprese il comando delle operazioni a partire dal settimo round inziando finalmente a muoversi con eleganza e costrutto sulle gambe e approfittando del maggiore allungo per bersagliare l'avversario senza dargli modo e tempo per replicare efficacemente.

 

Da questo momento in poi il match prese chiaramente la strada voluta dal giovane Holyfield e dal suo team. Pur non retrocedendo mai di un centimetro e pur continuando sporadicamente a mettere a segno fendenti violenti e pericolosi, Qawi non possedeva gli strumenti per contrastare il workrate superiore del rivale e venne lasciato poco a poco sempre più indietro nel punteggio. Incitato a gran voce dal suo pubblico che intonò il coro "Holy, Holy!" per gran parte del combattimento, Evander dimostrò una condizione atletica straordinaria riuscendo incredibilmente a non calare mai il proprio ritmo per quindici interminabili riprese nonostante l'incessante pressione a cui veniva sottoposto.

 

Qawi naturalmente tentò il tutto per tutto nei cosiddetti championship round. L'ultima tornata fu particolarmente spettacolare e violenta: entrambi i pugili diedero vita alle ultime energie rimaste scaricando sull'altro tutto il proprio arsenale in un drammatico crescendo di intensità. Colpito duramente da un gancio alla testa Qawi simulò improvvisamente un momento di difficoltà per poi balzare con ferocia inaudita su Holyfield non appena questi si scoprì nel tentativo di finire il rivale creduto sull'orlo dell'abisso. Nonostante la durezza degli scambi finali tuttavia entrambi i pugili restarono in piedi fino al termine della battaglia ed ascoltarono i cartellini ufficiali.

 

I giudici si espressero con una discutibile Split Decision: 144 a 140 e 147 a 138 per Holyfield, 143 a 141 per Qawi. Verdetto discutibile non nella sostanza, visto che Holyfield vinse chiaramente, quanto perché apparve inspiegabile ai più che il giudice Gordon Volkman possa aver visto una vittoria del campione in carica. Ad ogni modo la cinturà passò di mano e il match sancì l'inizio della parabola discendente per Dwight Muhammad Qawi e la nascita della stella di Evander Holyfield, destinata a brillare a lungo nel firmamento della boxe.

 

Ecco a voi il video dello storico combattimento:

 


Foto tratte da:
boxrec.com
pinterest.com
 

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