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Ward si impone ai punti su Kovalev, ma il russo aveva vinto

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Scritto da Mario Salomone
domenica, 20 novembre 2016

Poco fa, presso la T-Mobile Arena di Las Vegas (Nevada), negli Stati Uniti, lo statunitense Andre "S.O.G." Ward (30-0-0, 15 KO) ha sconfitto ai punti dopo 12 riprese il russo Sergey "The Krusher" Kovalev (30-0-1, 26 KO) nel match più atteso di questo 2016. Il pugile americano ha così conquistato i titoli mondiali WBA (super), IBF e WBO dei pesi mediomassimi precedentemente detenuti dal rivale. Tutti e tre i cartellini finali dei giudici hanno assegnato la vittoria allo sfidante per 114 a 113.

 

L'aspetto fondamentale che più di tutti ha influito sulle sorti del combattimento è emerso chiaramente già nel corso del primo round: un jab secco, pesante e repentino di Kovalev ha colto Ward di sorpresa e lo ha fatto scomporre e rifugiare alle corde, mostrando l'immensa differenza di potenza tra i due atleti. Se da una parte infatti a Kovalev bastava allungare il sinistro per fare danni, dall'altra Ward non faceva che il solletico al rivale anche con i propri colpi migliori.

 

Proprio la potenza del russo ha emesso il suo ruggito nel secondo round con un destro improvviso che ha sorpreso Ward mentre quest'ultimo era in avanzamento spedendolo al tappeto tra lo stupore generale. Ward si è rialzato prontamente ma è apparso scoraggiato e a disagio al cospetto della partenza a razzo del rivale.

 

Forse Kovalev, alla luce di come è andata a finire, ha commesso l'errore di non spingere maggioramente con il piede sull'accelleratore in questa fase, limitandosi invece a controllare il match con il suo jab, boxando in scioltezza e incrementando il proprio indiscutibile vantaggio sui cartellini senza cercare con insistenza il colpo del KO.

 

Quello che probabilmente il campione non si aspettava, così come ormai non se l'aspettava quasi nessuno tra gli spettatori, è che Ward potesse poco a poco iniziare a rosicchiare terreno rientrando nel match in maniera silente. Le prime avvisaglie di riscossa l'americano le ha mostrate nel quinto round, il primo a lui attribuibile, per riproporle con particolare efficacia nel settimo e nell'ottavo. Pur senza strafare e pur senza mai mettere in reale difficoltà il campione, S.O.G. ha progressivamente intensificato il proprio lavoro dalla cortissima distanza imbrigliando il rivale in un gioco di clinch, colpi sporchi, trattenute e spinte. Se nella prima fase dell'incontro Kovalev era riuscito a gestire senza troppi patemi la celebre fisicità dell'avversario con il passare dei minuti ha sofferto qualcosa proprio nel corpo a corpo facendosi sorprendere di tanto in tanto da fendenti in uscita.

 

The Krusher tuttavia non si è scomposto, e pur facendo più fatica di quanta ne avesse mai fatta nel trovare la giusta distanza e nell'arginare il jab ficcante e velocissimo dello sfidante, ha imposto una nuova accelerazione al match vincendo in maniera netta il decimo round grazie all'ottimo uso dei diretti.

 

Si è entrati così nei championship round con il divario fra i due atleti apparentemente incolmabile nonostante la buona rimonta di Ward rispetto alla disastrosa fase iniziale. Anche il linguaggio del corpo dei due pugili, con Kovalev tranquillo nella sua opera di gestione e Ward alla disperata ricerca dei colpi caricati ha dato la netta sensazione che entrambi fossero consapevoli del vantaggio del russo che dopo un'ultima ripresa poco esaltante e fatta ancora di molti clinch ha alzato le braccia al cielo nella convinzione di aver trionfato. Molto meno entusiasmo era ravvisabile nell'angolo dell'americano, perlomeno fino all'annuncio del verdetto ufficiale che ha radicalmente mutato le espressioni e gli atteggiamenti di Son Of God e del suo staff.

 

Ward, raggiunto da un numero consistente di fischi da parte del pubblico, che era nella stragrande maggioranza dalla sua parte, ha dichiarato di sentirsi il legittimo vincitore durante l'intervista di rito al termine della contesa ed ha aggiunto che non avrà problemi nel concedere a Kovalev una rivincita (prevista comunque per contratto) dopo essersi riposato e dopo aver riflettuto sul da farsi.

 

Molto polemici sono stati invece i commenti di Kovalev secondo il quale Ward non ha vinto più di tre riprese. Il russo ha affermato di essere stato penalizzato dalla composizione monocolore della giuria (tutti e tre i giudici erano americani) e ha amaramente aggiunto che la politica non dovrebbe mischiarsi allo sport, dicendosi comunque estremamente voglioso di una rivincita.

 

In tutta franchezza, anche volendo assegnare allo sfidante la maggior parte delle riprese equilibrate, appare estremamente arduo comprendere come si possa averlo visto trionfare. Se le statistiche finali mostrano un certo equilibrio nel numero di colpi messi a segno (126 di Kovalev contro i 116 di Ward), non si può ignorare la palese differenza di efficacia in favore dei fendenti del russo, in grado, come detto, di fare danni con il solo uso del jab. A Ward occorre dare il merito di aver riacciuffato per i capelli un match che sembrava essergli sfuggito completamente di mano e di non essersi lasciato dominare da un picchiatore devastante come Krusher donandoci una sfida frizzante fino all'ultimo, ma il verdetto non può che esdsere definito un clamoroso regalo nei suoi confronti.

 

Il match non è stato spettacolare in termini di scambi e di momenti di pathos, ma sarebbe stato ingenuo pretenderlo; ciononostante e pur con le tante fasi di clinch che ne hanno minato un po' il ritmo, abbiamo assisitito ad un confronto di stili interessantissimo dal punto di vista tattico. Uno scontro tra fenomeni che hanno dato vita a tutte le proprie risorse per trionfare, macchiato purtroppo da un verdetto che non rende onore alla boxe. Speriamo che la clausola di rivincita venga rispettata e che ci venga consentito di ammirare una nuova sfida tra questi due fuoriclasse del ring, con l'auspicio che all'altissimo livello degli atleti la prossima volta corrisponda un livello altrettanto alto dei giudici.


Foto tratte da fightnews.com 

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1 Commento

Visitore
cesco
22 novembre 2016, 16:04
Il fatto è che per vincere lincontro bisogna vincere le singole riprese. Poco importa se in quella che hai vinto tu hai messo a segno un colpo più efficace di quelli avversari nei round che ha vinto lui... sempre 10 a 9 è.... metodo sbagliato? Probabilmente. P.s. quella della maggiore potenza di Krusher nn è ne una novità ne un fattore. Se parlassi di potenza allora Lomachenko vs Walters è meglio che nn lo fanno. Ma che un jab del russo, tirando indietro di più il braccio come lui è solito fare, sia considerato un colpo che ha sancito una qualche differenza nel primo round, è francamente più un commento che mi sa da giornalistico che altro! Sergey dice che dovrà cercare per forza il ko nel rematch. Ha ragione (e ce la può fare) ma a mio parere non tanto perché deve temere i cartellini, quanto perché un pugile scaltro come Ward, gli ha già belle e preso le misure, come si è visto dalla 7a alla 12a ripresa. Se Kovalev non lo mette giù, a mio parere vince Ward con un margine più largo questa volta. Curioso di vedere se mi sbaglio..
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