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Joshua distrugge Molina in tre riprese. E' una forza della natura.

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Scritto da Rugantino Marcantoni
domenica, 11 dicembre 2016

Il main event della serata, alla MEN Arena di Manchester, è durato appena tre riprese, tanto è bastato ad Anthony Joshua (18-0-0,18KO) per sbarazzarsi con disarmante facilità dello sfidante americano Eric Molina (25-4-0,19KO).

Eppure Molina era venuto a Manchester con intenzioni bellicose e con un pedigree di tutto rispetto che lo ha visto sconfitto solo tre volte in carriera.

L'ultimo combattimento disputato da Molina è stato ad aprile di quest'anno, quando riportò una bella vittoria prima del limite contro il mito del pugilato polacco, Tomasz Adamek.

Per Joshua, invece, Molina rappresentava un test in vista dell'importantissimo match che il prossimo anno lo vedrà opposto nientemeno che a Wladimr Klitschko che questa sera era presente a bordo ring per studiare l'avversario.

In vista di quel match, Joshua ha provveduto ad affidarsi a Rob McCracken (ex allenatore di Carl Froch), allenatore che lo ha seguito da dilettante.

Il match è durato, poco. Solo tre riprese appunto. La potenza di Joshua lo colloca in una categoria a parte, quella di cui fanno parte, in questo momento, solo Wilder e Wladimir Klitschko (considerato che il rientro di Fury sembra ancora lontano).

Joshua nei primi due round sembrava non impegnarsi neanche, eppure i suoi ganci al volto lasciavano subito segni evidenti sull'avversario che pensava più a come evitare gli assalti del campione che ad attaccare.

Alla terza ripresa Molina subiva il conterggio dell'arbitro dopo essere stato atterrato da un gancio di Joshua. Molina si rialzava a fatica e Joshua lo chiudeva all'angolo e lo bombardava con potenti combinazioni che terminavano con un diretto destro davvero imprresionante che piegava le gambe dello sfidante.

L'arbitro, giustamente, considerava finito l'incontro.

Per Joshua, dunque, tutto sembra facile, la sua potenza è davvero disumana: ricordiamo che, pur non potendo fare paragoni diretti, Wilder impiegò ben nove riprese prima di avere la meglio su un Molina che in qualche occasione gli diede anche filo da torcere.

Stasera, invece, l'americano di origine messicana è sembrato travolto da qualcosa contro cui nulla poteva e nulla ha potuto.

Ora resta da vedere come si comporterà Joshua contro un avversario leggendario come Klitschko che, seppur alla non tenera età di quaranta anni e, soprattutto, dopo la brucinate sconfitta subita da Fury, resta sempre uno dei miglliori pesi massimi in circolazione.

Dovesse superare la prova Klitcko, il gigante di Watford potrebbe puntare a riunifcare tutte le cinture della categoria: ha tutto per riuscirci e ha tutto per diventare un peso massimo leggendario.

(foto: boxrec.com)

 

 

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