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Termina la leggenda di Bernard Hopkins: Joe Smith Jr lo mette KO ed entra nella storia!

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Scritto da Mario Salomone
domenica, 18 dicembre 2016

Ieri notte, presso il forum di Inglewood (California), negli Stati Uniti, l'americano di origini irlandesi Joe "The Beast" Smith Jr (23-1-0, 19 KO) ha siglato la seconda vittoria scioccante consecutiva della sua carriera mettendo fuori combattimento all'ottavo round la leggenda vivente Bernard "The Executioner" Hopkins (55-8-2, 32 KO). Si è trattato della prima sconfitta per KO maturata nella quasi trentennale carriera del Boia ed ora Smith Jr, semisconosciuto ai più fino a pochi mesi fa, può davvero sognare in grande.

 

Smith è partito subito all'attacco senza alcun timore reverenziale: il clamoroso vantaggio in termini di freschezza fisica ed età anagrafica sarebbe stato vanificato in caso di match troppo prudente o rinunciatario e il ventisettenne di Long Island non poteva permettersi questo rischio. Hopkins dal canto suo ha iniziato il match piuttosto contratto preoccupandosi unicamente di evitare spiacevoli sorprese legate a possibili colpi a freddo e limitando al minimo la produzione offensiva.

 

I primi due round dunque se ne sono andati così, vinti in scioltezza da Smith che nella prima frazione ha anche fatto sentire al rivale la potenza del proprio gancio sinistro. Qualcosa di meglio Hopkins ha iniziato a farlo vedere a partire dalla terza equilibrata frazione quando è riuscito ad imbrigliare con maggiore efficacia gli sforzi offensivi dell'avversario e soprattutto nella quarta, l'unica vinta dal Boia senza discussioni grazie ai numerosi destri di prima intenzione messi a segno.

 

Quello di Hopkins è stato però il classico canto del cigno. A partire dal quinto round infatti Smith ha ricominciato a trovare il bersaglio con regolarità e costanza e si è esibito in un progressivo bombardamento al corpo e al volto che ha via via fiaccato le resistenze del leggendario rivale.

 

All'inizio dell'ottava tornata dunque Hopkins era già in palese svantaggio nel punteggio e appariva piuttosto sfiduciato di fronte al continuo martellamento e alla pressione asfissiante a cui era costretto. Nulla però lasciava presagire un epilogo tanto clamoroso come quello che si è manifestato dopo 50 minuti del round, quando Smith, dopo aver chiuso il Boia alle corde, lo ha raggiunto prima con un tremendo destro alla tempia e poi con due ganci sinistri al volto che lo hanno sbilanciato e fatto precipitare fuori dal ring tra lo stupore del pubblico. Come da regolamento l'arbitro ha contato fino a 20, ma Hopkins non era minimamente in grado di tornare sul quadrato e riprendere le ostilità, tanto che ha avuto anche bisogno di aiuto per rimettersi in piedi, scosso sia dai colpi subiti che dall'impatto col suolo susseguente alla caduta.

 

Nonostante le successive lamentele di Hopkins, convinto di aver subito una spinta, i replay hanno dimostrato chiaramente che il KO sia maturato esclusivamente in virtù di colpi regolari. L'esultanza di Smith dopo la vittoria e la sua gioia durante l'intervista di rito sono parse insolitamente contenute, forse anche per via del rispetto nutrito nei confronti di un avversario in grado di mantenersi competitivo ai vertici mondiali per più di vent'anni.

 

Alla fine persino un alieno come Hopkins non ha potuto far nulla contro l'inesorabile incedere dell'età. A quasi 52 anni e dopo più di due anni di inattività, il suo fisico gli ha detto di smettere e lo ha fatto nel modo più perentorio possibile. Per anni e anni, sin dal lontano 2008, quando si mise di fronte l'allora imbattuto e temuto Kelly Pavlik, ci siamo detti che il Boia stesse facendo il passo più lungo della gamba e che un crollo improvviso dei riflessi e della reattività avrebbero potuto condurlo a una debacle. Tale momento tante volte previsto è dunque arrivato ma non prima che pugili temibili come lo stesso Pavlik o anche Pascal, Cloud e Shumenov venissero portati a scuola dall'inesuaribile abilità pugilistica di B-Hop. Si è chiusa così ieri una pagina indelebile dell'immenso libro della storia del pugilato, quella relativa a un campione con la C maiuscola che dopo una gioventù travagliata durante la quale conobbe anche il carcere e dopo aver esordito da professionista con una sconfitta, ha saputo imporsi agli occhi del mondo come uno degli sportivi più longevi di sempre.

 

Il campione in declino ha lasciato dunque il campo al giovane rampante. Joe Smith Jr non sembra possedere le skills del fenomeno, ma picchia duro ed è animato da un fuoco dirompente che lo porta a combattere con gli occhi della tigre tipici dell'uomo in missione. Scelto come "avversario di comodo" per rilanciare la carriera del polacco Fonfara, ha saputo stenderlo con un destro da antologia e ieri ha dato seguito alla sua favola da Cinderella Man balzando sulle prime pagine dei siti e dei giornali dedicati alla boxe in tutto il mondo. Nessuno può dire dove e se si fermerà la parabola di questo ragazzo irish dalla faccia pulita e dalle mani di pietra, quel che è certo è che, comunque vada il proseguo della sua carriera, un giorno avrà qualcosa di memorabile da raccontare ai nipoti.  


Foto tratte da fightnews.com 

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