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Mentalità vincente Pugilato

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luca Riccardi

 

 

Mentalità vincente Pugilato

Oggi vorrei condividere con voi  alcuni spunti estrapolati  dal libro Allenarsi per vincere

Libro di Alberto Cei

Il percorso formativo di un’atleta è accompagnato  per  tutta la carriera dall’ allenatore con il quale  è importante  instaurare  un rapporto  di fiducia reciproca, una buona comunicazione e una  buona collaborazione . Per gli atleti  è importante essere riconosciuti anche come “persona” .

I tecnici Sportivi devono conoscere  approfonditamente il Pugilato, ma anche  l’intuizione riferita al singolo atleta  è importante . Secondo  gli studi   Infatti gli atleti prediligono gli allenatori che sappiano essere fermi nelle loro richieste, ma anche cordiali e comprensivi. Emerge così ' che più è elevata la motivazione maggiore è la qualità prestativa degli atleti.

Questo non significa che ciò sia altrettanto utile con atleti poco esperti o amatoriali, la dove non vi è la ricerca della prestazione assoluta rapporti positivi e cordiali devono essere la norma , prendendo in considerazione situazioni intrinseche attraverso situazioni di insegnamento che prendano in considerazione il divertimento e il miglioramento tecnico . Ciò nonostante la voglia di migliorare e di vincere devono essere presenti durante le sessioni di allenamento .

Un altro fattore riguarda l'estrema rilevanza dell'incoraggiamento che gli allenatori devono fornire quando i loro atleti sono impiegati in maniera massimale nel raggiungimento di obbiettivi , in questo contesto il tecnico deve essere in grado di fornire un sostegno incondizionato anche dopo una sconfitta e gli atleti devono percepire di essere capiti indipendentemente dai risultati ottenuti

La consapevolezza di se stessi è la chiave che apre le porte alla comprensione .

 

La consapevolezza permette agli atleti di guarire dalla cosiddetta

"sindrome del tutto o niente "

Le prestazioni insoddisfacenti contengono sempre qualcosa di positivo ed è importante che queste componenti vengano identificate .

Quindi se un atleta si sente di aver fatto una "prova" non corretta proveremo a identificare le cose sbagliate da quelle giuste, quindi a imprimere le cose efficaci, poi proveremo a capire perché .Quindi lavoreremo su quelli sbagliati.

Il Tecnico deve  saper  modulare  gli obbiettivi perché se  troppo elevati e non sei in grado di raggiungerli (competenze), il tuo entusiasmo si trasforma in amarezza (motivazione) . Si devono cercare  una mete raggiungibili  e poi gradualmente sorpassala (esperienza).

E' il solo modo per arrivare in vetta

insegnare per un atleta non consiste solo nell'imparare una tecnica , per quanto possa essere complessa la sua esecuzione richieda un livello di maestria elevata .Allenarsi e allenare significa invece servirsi della propria intelligenza cognitiva, emotiva e motoria per insegnare/apprendere a conoscere ed eseguire ciò che deve essere fatto per raggiungere livelli di prestazione che tendono all'ottimizzazione della prestazione di gara .

Facciamo caso: C'è una caratteristica che affiora continuamente nella esecuzione  di una prestazione di un esperto veramente competente. La persona sembra avere "tutto il tempo di questo mondo a disposizione per fare ciò che vuole "

Ciò non ha nulla a che vedere con la velocità assoluta del movimento, sia dal punto di vista mentale che corporeo . Questo può essere incredibilmente veloce o può essere svolto in maniera piacevole e lentamente .Ciò che impressiona è l'apparente assenza di fretta... non vi sono strattono o strappi.

E. Guthrie definisce la prestazione esperta in termini di

... Abilità a ottenere un risultato con la massima certezza e il minimo spreco di energia o di tempo ...

La componente mentale nella prestazione è una delle caratteristiche che ne determinano la qualità anche se apparentemente gli incoerenti  osservatori  pensino che gli atleti compiono solo movimenti  di carattere tecnico e tattico.

Quando un pugile è troppo sicuro di colpire l'avversario rallenta la sua azione fino al punto in cui il "bersaglio" è troppo lontano per essere colpito. In questi casi gli atleti commettono errori che sono tecnici la cui origine è però determinata dalle decisioni prese.

Il mondo dello sport è pieno di storie di giovani talenti ma incapaci di esprimersi nel contesto competitivo, dove bisogna avere imparato a gestire lo stress, a confrontarsi con l'errore e a combattere con avversari agguerriti

La mia migliore motivazione è sempre venuta dalla pura gioia di combattere, gareggiare ...

è lo stesso brivido che ho come fossi un bambino .Avete mai conosciuto un bambino nauseato da quello che fa ?

Bisogna trovare la propria motivazione iniziale . Questo è il segreto della perseveranza

NDR

L'ansia la provano tutti quelli che attribuiscono importanza per la prestazione , è una condizione psicofisica che ci ricorda che siamo pronti a gareggiare e serve ad incrementare questa condizione di prontezza di agire.

Quando questa condizione diventa eccessiva per l'individuo avrà l'effetto di inibire le sue prestazioni .

Riflettere sul valore che si attribuisce alla propria partecipazione , le motivazioni , gli obbiettivi , i sacrifici fatti per arrivare a quell'appuntamento.

Padroneggiare le proprie tensioni , essere consapevoli delle sensazioni del proprio corpo e sapere quando sono fonte di inutili tensioni

Simulare in allenamento le situazioni di gara

Mantenere un approccio controllato evitate di attribuire alla gara un significato emotivo esagerato evitando di focalizzarsi sul risultato

Utilizzare le ripetizioni mentali immaginare la propria prestazione

Avere alternative nel caso di stress eccessivo sentire musica eseguire riscaldamento ad una intensità più elevata, effettuare una buona respirazione diaframmatica

Esprimere all'allenatore i propri timori Talvolta bastano poche parole e il sentirsi compresi lo stress si ridimensiona .

Poniamo agli atleti degli obbiettivi parziali raggiungibili, dividiamo  il risultato finale in  piccoli  risultati parziali,  alla fine  arriveremo a centrare il nostro obiettivo  molto più facilmente.

L'immaginazione mentale

La ripetizione mentale della propria prestazione è uno degli aspetti più rilevanti della preparazione psicologica di un atleta. Consiste nel rappresentarsi la propria azione sportiva senza eseguila ma vivendola mentalmente come se si stesse effettuando quel movimento . Si tratta di rappresentazioni mentali vivide, hanno la stessa velocità delle azioni reali Rappresentano una esperienza reale di tutto il corpo, poiché le immagini si accompagnano alle componenti visive, uditive e cinesiche che Gestire in modo efficace i propri pensieri permette di sviluppare un dialogo interno con se stessi che favorire l'apprendimento e la prestazione sportiva. Fanno parte della prestazione . E' in sostanza un pensiero di tutto il corpo

 

Luca Riccardi

 

 

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venerdì, 21 luglio 2017
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