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Criterio di decisione nella boxe

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criterio decisione boxe

 

 

criterio decisione boxe

 

 

 

Il limite di questo modello teorico è quello di apparire “passivo” perché prevede che l’atleta reagisca semplicemente adattandosi agli eventi sulla base delle informazioni ricevute senza operare alcuna azione per condizionare preventivamente le intenzioni dell’avversario. In altre parole: l’atleta reagisce agli stimoli senza provocarli, mentre negli sport di situazione risulta estremamente importante elaborare anche iniziative autonome rispetto le informazioni recepite.
Il modello teorico di allenamento basato sul ragionamento e sulla presa di decisione fornisce una soluzione al problema.

 

 

 

 


 

Pedagogia del ragionamento e della presa di decisione

 

Questo modello si basa sul presupposto che l’atleta sia in grado di elaborare delle decisioni autonome rispetto le informazioni percepite durante l’attività sportiva:
Le informazioni sono fondamentalmente di 2 tipi:


1) informazioni non ricercate ottenute cioè senza ricerca attiva e che vengono integrate nel piano d’azione predeterminato dal soggetto;
2) informazioni ricercate che sono rappresentate da informazioni “attese” che l’atleta ricerca attivamente concentrando l’osservazione sui punti strategicamente più importanti.
Nelle discipline sportive caratterizzate da un elevato grado d’incertezza, i limiti temporali imposti dalle azioni consentono di percepire solo ciò che viene ricercato attivamente quindi, assume particolare importanza la capacità dell’atleta di realizzare delle ipotesi previsionali.
Può accadere però che questo processo di anticipazione sia difficile da compiere a causa dei comportamenti dell’avversario che quasi sempre tenta di mascherare le sue intenzioni. Diventa perciò necessario organizzare delle strategie di seconda o addirittura di terza intenzione per preparare un’azione che è stata prevista e provocata appositamente due o tre fasi prima della sua realizzazione.
L’atleta è in grado di manipolare le informazioni essenzialmente attraverso 2 modalità:


1) camuffando le proprie intenzioni;
2) realizzando iniziative per indurre all’errore l’avversario.
Per apprendere queste modalità può essere utile inserire nel programma di allenamento i seguenti accorgimenti:
- aumentare gradualmente il numero degli stimoli;
- variare le possibili soluzioni;
- modificare il concatenamento degli stimoli;
- ridurre progressivamente il grado di compatibilità fra stimoli e risposta

 

Luca Riccardi

 

 

Bibliografia
Alain, C., Robillard R. (1979). Effect on decision time of the time allowed to complete a response. Documento non pubblicato, Università di Montréal, Dipartimento di educazione fisica.
Mahlo, F. (1969). L'acte tactique en jeu. Paris, Vigot.
Mariot, J. (1996). Nouvelle approche didactique fonctionnelle. Education Physique et sport, Parte Prima, 258, 57-62, Parte Seconda, 261, 59-64.

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Commenti (2)

  • Visitore
    Christy
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sabato, 21 gennaio 2017
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